Il lupo strizza gli occhi, attento. Capisce di trovarsi ad un bivio, ciò che dirà sarà determinante per il prosieguo della storia.
Sono il lupo, sussurra, piano, divoro le giovinette per diletto, terrorizzo la povera gente. Sfrutto il lavoro altrui ingannando e mentendo, offro un modello di vita implausibile e falso, rubo, uccido e stupro tutto ciò che di bello e gioioso esiste al mondo. Sono cattivo, e godo, del male che reco attorno.
L’altro lo guarda, sorride e gli dice: fratello mio.
Il lupo ringhia di soddisfazione.
Ma le favole non dovevano finire bene?
Ah già, ecco l'ultima parte, qui.
venerdì 18 settembre 2009
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